Sottotitolo: Tenere lezioni tra noi, restare nel ricordo mentre ascoltiamo, e tagliare “io/mio”.
Apertura (3 righe)
La lezione di oggi è chirurgica: non fissarti su chi legge il Murli; ascolta nel ricordo di Shiv Baba. L’arroganza (“cosa mai può insegnarmi una giovane kumari?”) è Maya travestita. Il servizio vero è studiare, spiegare con amore, tenere lezioni tra noi: così si guadagna il “reddito reale”.
Idee chiave
- Oltre il nome e la forma. Non legare l’ascolto alla persona che legge: considera che è Shiv Baba a parlare; questo, già, è pellegrinaggio del ricordo.
- Lezioni tra di noi. Smetti di aspettare “l’insegnante perfetto”: studia, assimila, condividi. Ogni punto spiegato bene è servizio.
- Disciplina sottile. Occhio a avidità e abitudini (cibo, distrazioni): l’energia segue la qualità dei pensieri.
- Strumenti, non protagonisti. Quando ricordi di essere uno strumento, “io/mio” si scioglie; lo stadio diventa saldo e irremovibile e ispira gli altri senza sforzo.
- Madri in prima fila. Il potere della Shiv Shakti è servizio silenzioso, costante, privo di pretese.
Dharna (oggi)
- Ascolto consapevole: quando leggi/studi, ripeti dentro: “È Shiv Baba che parla; io ascolto in ricordo.”
- Un punto, una lezione: scegli 1 punto del Murli e spiegalo a una persona (5–10 minuti, con semplicità).
- Taglia gli sprechi: nota un pensiero abitudinario (“non sono capace”, “non ho voglia”) e trasformalo in: “Sono strumento, scelgo mitezza e chiarezza.”
Yoga (2 minuti, occhi aperti)
Punto di luce tra le sopracciglia. [silenzio] Inspirando, “io, anima”; espirando, “ricordo il Padre”. Senti lo stato di strumento: l’azione è pura, l’esito non è “mio”.
Seva (gesto semplice)
Metti in ordine un piccolo spazio (5′) e infondi due pensieri di pace. Poi invia un messaggio benevolo a chi è lontano dalle classi.
Affermazione del giorno
“Sono strumento: ascolto nel ricordo, servo con mitezza, lascio andare ‘io/mio’.”
P.S. inclusivo — due porte d’accesso, stesso cuore
Bhakti-touch (facoltativo).
Se ti è familiare la via devozionale, offri un minuto di gratitudine alla Fonte con il Nome che eleva la tua mente (japa mentale, anche solo a labbra chiuse). Poi resta in silenzio vigile: lascia che la gratitudine nutra la coscienza d’anima e lo stato di strumento. Un filo d’oro: devozione → silenzio → servizio gentile.
Versione laica (nessun credo richiesto).
Se non segui un sentiero religioso (o non credi), pratica così:
- Respiro 4–4: inspira 4, espira 4, per 6 cicli; la mente si assesta.
- Valore del giorno: scegli una qualità (mitezza, chiarezza, coraggio) e scrivi in 1 riga come la applicherai concretamente.
- Gesto utile: 5 minuti per sistemare uno spazio o aiutare qualcuno. È “servizio” senza etichette: meno caos fuori, più ordine dentro.
Due strade, una direzione: pensiero pulito, azione gentile, atmosfera luminosa. Om Shanti.